C'è un momento preciso in cui l'intimo ha smesso di essere qualcosa da nascondere ed è diventato qualcosa da mostrare. Quel momento ha un nome: Calvin Klein. Nel 1982, un semplice elastico con un logo stampato ha cambiato per sempre il modo in cui il mondo pensa alla biancheria intima. Questa è la storia di come è successo.
1982: l'anno in cui tutto è cambiato
Prima di Calvin Klein, l'intimo maschile era un prodotto anonimo. Bianco, venduto in confezioni da tre, comprato dalla moglie o dalla madre. Nessuno ci pensava, nessuno ne parlava. Poi Calvin Klein ha fatto una scommessa da mezzo milione di dollari: ha chiamato il fotografo Bruce Weber, ha scelto come testimonial il saltatore con l'asta olimpico Tom Hintnaus e ha piazzato un cartellone gigante a Times Square. Un uomo in mutande, in bianco e nero, con quell'elastico ben visibile in vita. Il risultato? Solo Bloomingdale's New York ha venduto 65.000 dollari di slip nelle prime due settimane. A fine anno, la linea underwear di Calvin Klein fatturava 70 milioni di dollari.
L'idea era semplice ma rivoluzionaria: prendere un capo basico, dargli un taglio più studiato, stampare un logo sull'elastico e trasformarlo in un oggetto del desiderio. L'intimo non era più funzionale. Era moda.
Marky Mark e Kate Moss: l'intimo diventa pop culture
Se il 1982 è stato l'inizio, il 1992 è stato l'esplosione. Calvin Klein stava attraversando una crisi finanziaria seria, vicino alla bancarotta. La strategia di rilancio? Puntare tutto su underwear e fragranze, con una campagna che sarebbe entrata nella storia.
Mark Wahlberg, all'epoca conosciuto come "Marky Mark" dei Funky Bunch, è diventato il volto (e il corpo) della campagna fotografata da Herb Ritts. Muscoli, sguardo sicuro e quell'elastico CK sempre in primo piano. Accanto a lui, una giovanissima Kate Moss. Insieme hanno creato un'estetica che ha definito un decennio intero: il minimalismo sexy in bianco e nero che è diventato sinonimo di Calvin Klein.
Nello stesso anno, John Varvatos, allora responsabile del menswear CK, ha inventato il boxer brief: un ibrido tra boxer e slip che è stato definito "una delle più grandi rivoluzioni dell'abbigliamento del secolo". Un capo che oggi diamo per scontato, ma che prima semplicemente non esisteva.
L'impatto culturale è stato tale che persino Seinfeld ha dedicato un episodio alla parodia del brand, con Kramer che finisce a fare il modello di intimo per Calvin Klein.
L'elastico: da dettaglio tecnico a icona di stile
Se c'è un singolo elemento che ha reso Calvin Klein riconoscibile in tutto il mondo, è l'elastico con il logo in vita. Prima del 1982, l'elastico era un componente funzionale. Calvin Klein lo ha trasformato in un accessorio di moda, pensato per essere visto.
Mostrare l'elastico CK che spunta dai jeans a vita bassa è diventato un codice stilistico universale. Non era solo intimo: era un segnale di appartenenza, un modo per dire qualcosa di sé senza parlare. L'elastico CK è diventato l'equivalente tessile di un tatuaggio, un dettaglio intimo che comunica identità e gusto.
Questo concetto ha influenzato tutto il settore. Dopo Calvin Klein, ogni brand di intimo ha iniziato a curare l'elastico come elemento di design. Ma l'originale resta inconfondibile.
#MyCalvins: quando l'intimo incontra i social media
Nel 2014, Calvin Klein ha dimostrato di saper leggere i tempi con la campagna #MyCalvins, che ha ridefinito il marketing dell'intimo nell'era digitale. La formula era geniale nella sua semplicità: celebrità e influencer fotografati nei loro Calvin Klein con la frase "I ___ in #MyCalvins".
Justin Bieber, Kendall Jenner, Kendrick Lamar, FKA Twigs: i nomi più caldi del momento hanno posato per la campagna e condiviso le immagini sui loro profili social. In soli quattro mesi, l'hashtag ha generato oltre 4,5 milioni di interazioni. Calvin Klein ha guadagnato 3,6 milioni di nuovi follower sui social. Ma la vera rivoluzione è stata un'altra: migliaia di persone comuni hanno iniziato a postare le proprie foto in intimo CK, creando un movimento spontaneo che nessuna campagna pubblicitaria tradizionale avrebbe potuto generare.
La campagna ha continuato a evolversi negli anni, con edizioni come "I Speak My Truth in #MyCalvins" nel 2019 con Bella Hadid e Billie Eilish, e "DEAL WITH IT" nel 2020 con SZA e Hunter Schafer. Ogni iterazione ha confermato la capacità del brand di restare rilevante parlando la lingua delle nuove generazioni.
Perché Calvin Klein è ancora il re dell'intimo
Sono passati più di quarant'anni da quel primo cartellone a Times Square, e Calvin Klein continua a dominare il mercato dell'intimo. Il motivo è semplice: CK non vende solo biancheria intima. Vende un'attitudine, un'estetica, un modo di vivere il proprio corpo con sicurezza.
L'intimo CK funziona perché unisce tre elementi che raramente si trovano insieme: design minimalista che non invecchia mai, qualità dei materiali che si sente addosso, e quel logo sull'elastico che è diventato parte della cultura pop globale. Che tu scelga uno slip classico, una bralette sportiva o un set di perizoma, stai indossando un pezzo di storia della moda.
Calvin Klein su Gagliotta Calzature
Su Gagliotta Calzature trovi una selezione di intimo Calvin Klein uomo e donna. Per lei: bralette, perizoma, slip in confezione da 3, bike short, legging e t-shirt crop. Per lui: slip in confezione da 3 e pack multicolore. L'iconico elastico CK, materiali morbidi e vestibilità confortevole, con spedizione rapida in tutta Italia e pagamento alla consegna.
